La Donna giapponese veniva raffigurata anche nella rappresentazione dei mestieri.
Qui la vediamo ritratta in studio seduta accanto a un filatoio, unico elemento d’arredo inserito come oggetto-simbolo.
Sempre con indosso l’abito tradizionale, il kimono, la donna è ritratta nell’ atto di svolgere un’attività: la filatura della seta. Questa era una tra le occupazioni tipiche che rappresentava il Giappone. La seta era un prodotto molto utilizzato nel paese del Sol Levante. Veniva impiegata per la confezione degli abiti tradizionali, per la realizzazione di biancheria per la casa e, assieme al cotone, anche per confezionare il tradizionale materasso giapponese: il futon.
La seta veniva inoltre esportata. Durante la restaurazione Meiji il porto di Yokohama si specializzò proprio nel commercio di questo prodotto.
L’immagine non rappresenta ancora quello che propriamente si intende per mise en scène, ma ritrae un soggetto in qualche modo attivo nel ruolo che svolge. La mano rialzata, con lo strumento che accompagna il filato ci induce a cogliere un timido tentativo di dinamicità nella composizione. Questo elemento rappresenta un reale intento di raffigurare la donna all’opera.

ANONIMO
FILATRICE DI SETA, [Giappone, 1867]
Albumina, formato carte de visite
Dono Luciano Cosso, 11.06.2002, Fototeca, inv. 190884
Civici Musei di Storia ed Arte, Trieste