I luoghi sacri

I luoghi sacri erano meta privilegiata di un turismo religioso sia locale che estero.
Il Tempio di Hachiman a Kyoto (Fototeca, inv. 190899) e il Santuario shintoista Tōshō-gū di Nikko (Fototeca, inv. 190896) erano importanti mete di pellegrinaggio soprattutto per i giapponesi.
I traffici commerciali, che si svilupparono in seguito dell’apertura del Giappone all’Occidente, portarono nuova ricchezza al paese e la nascita di una classe sociale media che diede vita ad un turismo locale. Tra gli anni ’70 e ’80 dell’Ottocento erano più di tre milioni, l’anno, i viaggiatori giapponesi che si spostavano all’interno del paese.
La straordinaria rete viaria facilitò gli spostamenti. Nel 1872 venne inaugurata la ferrovia tra Yokohama e Tokyo; nello stesso anno iniziano i lavoro di costruzione della linea ferroviaria Kobe-Osaka-Kyoto. Nel 1874 venne creata la Occidental and Oriental Streamship Company, per i collegamenti via mare tra America e Giappone.
Il Giappone divenne meta turistica per eccellenza.
Questo diede vita ad un fiorente mercato legato alla produzione fotografica. La commercializzazione di album e foto-cartoline venne incrementata anche a seguito dell’inaugurazione, nel 1870, del servizio postale in Giappone, Europa occidentale e America, che permise e favorì la distribuzione di questi prodotti.
La fotografia venne inserita anche nella realizzazione di guide per turisti. The Tokyo Guide di Elliot Griffis (1843-1928) pubblicata ne 1873 fu il primo esempio di questa forma editoriale. Nel 1880 W.E.L. Keeling e Adolfo Farsari (1841-1898) pubblicarono Tourists’ Guide. Nel 1881 uscì Handbook for Travellers in Japan; ristampata dal 1884 al 1913 dalle edizioni Murray, rappresentò forse l’esempio più significativo di questo genere. Nel 1888 la Kelly and Walsh pubblicò Handy Guide Book to the Japanese Islands with Maps and Plans. Osservazioni, commenti, consigli pratici offrivano al viaggiatore preziosi consigli per muoversi all’interno del paese e per organizzare il viaggio.