Molo San Carlo e il liston.
Il nome del molo viene dato in ricordo della nave da guerra austriaca che, approdata nel porto nel 1741, affonda per cause sconosciute. Nel 1743 si iniziano i lavori per la costruzione del molo sul relitto. Vengono impiegati otto anni di lavoro per ultimarlo, misura all’epoca: 19 metri di larghezza e 94 metri di lunghezza. Nel 1778 viene allungato di 19 metri e nel 1860 di ulteriori 132, raggiunge così 246 metri. Il molo si congiunge  alla terraferma per mezzo di un ponte di legno, apribile in determinate ore. Questo mezzo di passaggio scompare quando la riva del Mandracchio viene allargata. Cambia il nome in Audace, dopo la Grande guerra, su suggerimento del pittore triestino Cesare Sofianopulo per ricordare il cacciatorpediniere Audace, prima nave giunta in porto il 3 novembre 1918.
Il molo fu sempre molto frequentato, non solo per la presenza degli innumerevoli piroscafi ma anche per quello che i triestini chiamano il “liston” cioè la passeggiata, inizialmente riservata ai patrizi sul lato destro della Piazza Grande,  un tratto  segnato “listato”, sul quale solo i nobili potevano camminare. Tale usanza è ereditata dalla borghesia della fine dell’Ottocento e primo Novecento (esclusivamente maschile) che tra le dodici ed il tocco d’ogni giorno, più numerosa alla domenica, si incammina dal Piazzale di Sant’Antonio Nuovo, per l’attuale Via Dante, il Corso, Piazza della Borsa e si concentra in Piazza Grande, davanti al Caffè degli Specchi. In caso di bel tempo il “liston” si prolunga al Molo San Carlo. Proprio per rendere più piacevole la sosta dei giovani e non più giovani, lungo il percorso fioriscono numerosi caffè in particolare alla base del molo e in Piazza grande. In cima al molo  quattro scranni di pietra offrono la possibilità di godere del panorama. (da Silvio Rutteri, Trieste : spunti dal suo passato, Trieste : Lint, 197, p.234-235)
Sul molo e lungo le rive i triestini colgono i cambiamenti dell’inizio del Novecento, vanno a curiosare e a “controllare” gli arrivi e le partenze dei piroscafi, le signore sfoggiano i vestiti da passeggio, il traffico delle prime macchine è tale che richiede  un regolamento da parte della Direzione di polizia, non da ultimo ci si appassiona al “traffico aereo” del giovane Gianni Widmer.
Da il Piccolo:
7 giugno 1913
La Direzione di polizia, di concerto col ;magistrato civico, rammenta le disposizioni vigenti a tutela della sicurezza pubblica e del libero movimento dei rotabili: 1) le persone e le vetture, i carri e altri veicoli devono prestare costante osservanza ai segnali di corsa o di fermata dati dai conducenti dei tram e devono tenersi già in lontananza alla propria destra; 2) non è lecito sorpassare le vetture tranviarie che in vie larghe; 3) è vietato salire o scendere quando la vettura tranviaria è in moto, di salire o scendere dalla parte dell’interbinario, di aprire le sbarre di chiusura delle vetture, di salire su una vettura che porta la tabella con la scritta “Completo”, di salire o scendere ai capilinea e alle fermate prima che i passeggeri scendano; di parlare col guidatore, di fumare nell’interno delle vetture chiuse (ma non sulle piattaforme anteriore e posteriore e sulle motrici e rimorchiate aperte), di toccare i congegni elettrici. In caso di rottura della conduttura elettrica aerea, si esorta il pubblico a non toccare i fili rotti.
In considerazione dei frequenti incidenti automobilistici in città, stabilisce anche la velocità massima da osservare nelle diverse situazioni: 15 chilometri orari (corrispondenti ad una carrozza al trotto) nell’abitato, 6 chilometri orari (equivalenti al passo di un cavallo) agli incroci, nelle curve, nei portoni, sui ponti e in caso di nebbia.

Notizie sul pilota triestino.
Gianni Widmer, noto anche come Johann Widmer o Ivan Vidmar (Trieste, 25 aprile 1892-Milano, 30 ottobre 1971), aviatore consegue il brevetto di pilota n. 41 il 30 maggio 1911 all’aerodromo di Taliedo, il primo brevetto di aviatore distribuito a Milano.
Il 24, o, secondo altre fonti, il 25 settembre 1911 è il primo aviatore ad attraversare l’Adriatico. L’anno che gli darà la fama è il 1913. Grazie agli articoli de Il Piccolo si possono leggere le sue imprese che culminano in aprile con il volo su San Marino. Per aver raggiunto i 1600 metri di quota e aver sostenuto 11 minuti di volo con vento contrario, è insignito della medaglia d’oro di prima classe al merito civile della Repubblica di San Marino.
Compie il volo Trieste-Venezia il 25 aprile 1912, giorno dell’inaugurazione del campanile di San Marco.

23 febbraio
Alle 10, se le condizioni atmosferiche lo avessero consentito (ieri la bora aveva raggiunto i 115 km.) doveva aver inizio il “raid” Trieste-Roma dell’aviatore concittadino Gianni Widmer. L’impedimento si verificò 3 ore prima, quando una guardia di p.s., alle 7 si presentò all’abitazione dell’aviatore in via Giulia 1 e gli recapitò questa comunicazione: “L’i.r. Luogotenenza di Trieste non ha trovato di fare luogo alla domanda del 3 corr. tendente ad ottenere il permesso di poter compiere un “raid” aeronautico da Trieste (Zaule) a Roma il giorno 23 (oggi) e ciò per il motivo che giusta il punto 7 dell’ordinanza ministeriale del 20/1/1913, la città di Trieste col suo territorio, comprese le acque litorali, soggetto al dominio dello Stato, appartengono al raggio di divieto stabilito per aeronavi. Contro la presente decisione è libero il ricorso presso l’ i.r. Ministero dell’Interno ecc.”
Il “raid” era stato organizzato sotto gli auspici dell’Aero Club d’Italia, che avevo invitato l’Aero Club Austriaco di Vienna a intervenire presso le autorità competenti per ottenere il permesso all’aviatore di elevarsi da Trieste e, senza soffermarsi su territorio dello Stato (austriaco), prendere rapidamente la direzione di Venezia, prima tappa del volo. L’Aero Club d’Italia aveva anche organizzato i servizi di segnalazione e di rifornimento lungo il percorso del “raid” da Venezia a Roma ottenendo dal Governo italiano che due torpediniere della R. Marina da guerra seguissero l’aviatore durante tutto il suo volo costiero dalla laguna a Ravenna e Ancona. L’iniziativa aveva destato un grande interesse in tutto il mondo sportivo italiano. L’aviatore intende effettuare ugualmente il “raid” in un prossimo avvenire partendo da Venezia.

8 marzo
Oggi alle 14.06, l’aviatore concittadino Gianni Widmer parte dal Lido di Venezia per Ravenna, dove arriverà alle 15.50 e riprende il volo per Ancona alle 17. Alle 18.30 deve atterrare a Fano per un guasto al motore. La cittadinanza di Fano accoglie il giovane aviatore con entusiasmo e si reca sotto le finestre del suo alloggio a fargli una grande dimostrazione, con la banda cittadina in testa.

16 aprile
Il giovane aviatore concittadino Gianni Widmer compie un volo partendo da Rimini alle 17.55 e atterrando alle 18.17 sul pianoro di  Montecalvo a San Marino, elevandosi fino a 1650 metri. E’ accolto entusiasticamente.

20 aprile
Nella riunione aviatoria di Napoli, Gianni Widmer ha compiuto 4 voli audacissimi, compiendo anche dei viraggi impressionanti e dei voli “planè”, che hanno entusiasmato la folla.

Gianni Widmer accolto in Municipio : 23 aprile 1952 – Inv. F58690 (Archivio Giornalfoto)