Warren De La Rue, ricco fabbricante di carta di Channel Island, astronomo e chimico inglese, nato nel 1815, morto a Londra nel 1889. Il suo titolo di maggiore fama è quello di essere stato uno dei pionieri dell’applicazione della fotografia all’osservazione degli astri. Fu il primo a usare il processo del collodio umido, ottenendo nel 1852 ottime fotografie della Luna. De la Rue sviluppò il telescopio fotografico astronomico fino a farlo diventare uno strumento fondamentale di ricerca. Progettò e commissionò specchi laccati in argento e obiettivi acromatici, che funzionavano alla lunghezza d’onda della luce fotografica e non di quella visiva, e migliorò i meccanismi di regolazione equatoriale dei telescopi, in modo da ottenere immagini stabili non solo dal punto di vista visivo ma ma anche fotografico. Le tecniche di De la Rue offrirono all’astrofisica un importante strumento di registrazione, permisero di ottenere, durante l’eclissi del 1860, le prime fotografie della corona e delle protuberanze solari, resero possibile la fotografia degli spettri stellari, nonché altre applicazioni più generali della fotografia all’astronomia. Egli sviluppò inoltre una macchina di precisione per misurare le coordinate angolari mediante le lastre (e in particolare, fotografò l’eclissi solare totale del 1860), descritta alla Royal Society nel 1862, grazie alla quale può essere considerato l’inventore della macchina astrografica a lastre.

Tuttavia, queste ricerche inglesi e americane non furono condotte nell’ambito di carriere professionali e retribuite. Al contrario, creando questi nuovi rami della ricerca astronomica, e finanziando personalmente le innovazioni tecnologiche necessarie, un gruppo di grandi dilettanti aveva trasformato radicalmente la natura dell’astronomia. Gli straordinari risultati raggiunti, inoltre, avevano contribuito a collocare le nuove discipline dell’astrofisica e della fisica solare al centro della ricerca scientifica accademica, attraverso la fondazione e, in alcuni casi, il finanziamento dei principali dipartimenti universitari: alla Harvard University (Draper), presso la Columbia University (Rutherfurd) e alla Cambridge University, cui Robert Sterling Newall donò nel 1890 un rifrattore con apertura di 25 pollici, ponendo come vincolo l’attribuzione della ‘Newall Observership’ a suo figlio. Tuttavia, soltanto negli anni Settanta dell’Ottocento, quando il valore intellettuale e tecnico dell’astrofisica era ormai comprovato al di là di ogni polemica, furono fondati in Germania un osservatorio ufficiale di astrofisica, a Potsdam (1874), diretto da Hermann Carl Vogel, e uno francese a Meudon, presso Parigi (1875), diretto da Janssen.
Nel 1854 cominciò a occuparsi di fisica solare, ideando il fotoeliografo col quale cominciò un regolare lavoro a Kew nel 1858, continuato ancora oggi a Greenwich, con cui studiò la struttura delle protuberanze e della corona solare durante l’eclisse di Sole del 1860. Si occupò anche di ricerche di elettrochimica, dove introdusse l’uso dell’elettrodo a cloruro d’argento, e sulle scariche elettriche nei gas. Nel 1860 portò il fotoeliografo in Spagna, per fotografarvi l’eclisse di Sole, come pure fece il padre Secchi. Queste fotografie provarono la natura delle protuberanze e della corona.