Giulio Rossi (Milano 1824-Milano 1884), attivo a Milano dal 1854 possiede un negozio di fotografia e dagherrotipia prima in contrada dei Nobili 3992, l’attuale via Unione 4 e in Corso Vittorio Emanuele 20 e a Genova in salita delle Battistine 6, via Carlo Felice 16 e via Garibaldi 6.

I suoi primi anni di attivita’ risentono fortemente dell’impegno patriottico: dal 1848 sino al 1859 partecipa alle Cinque Giornate milanesi del 1848, alla difesa di Venezia del 1849 e conosce le carceri austriache. Nel 1859 prende parte alla seconda guerra d’indipendenza, con il grado di sottotenente. Solo dal 1859 si dedica a tempo pieno alla sua attivita’ di fotografo, pur essendo nominato nel 1857 come “fotografo dagherrotipista” con studio in contrada dei nobili 3992 nella Guida di Milano. Si afferma subito come ritrattista di grande talento sia dal punto di vista strettamente tecnico sia da quello delle validita’ artistica. Poco dopo il 1861 si trasferisce in via Bigli 6 dove si segnala come “pittore e fotografo con privilegio pel doppio fondo (sistema Crozat).” Negli anni successivi ottiene varie vari altri brevetti. Nel 1877 apre un nuovo negozio in corso Vittorio Emanuele 20 e si dedica ad ampliare l’attività commerciale, sia ottenendo l’autorizzazione a utilizzare nuovi sistemi e brevetti sia aprendo nuove succursali a Genova e a Trieste.

Premiato con medaglia d’argento all’Esposizione di Milano del settembre 1871 e con medaglia di bronzo a quella del 1881. Conseguito un buon credito a Genova e Milano, nel 1880 a Trieste subentra nello studio che Luigi Boccalini gestiva da solo, fino al 1879, in piazza della Borsa n. 10 (probabilmente è il fratello Napoleone ad occuparsi della gestione di questo studio). Nel 1876 era stato testimone del matrimonio fra Francesco Benque e Isabella Unterhuber. Nel suo lavoro utilizza spesso una particolare tecnica, detta “albertotipia”, che sfrutta un brevetto di Joseph Albert di Monaco, e che proprio Sebastianutti & Benque avevano, in un primo tempo, ottenuto in esclusiva. Nel 1869 ottiene a sua volta la delega da Sebastianutti ad utilizzare il procedimento.