Nato a Parigi il 26 marzo 1819 muore il 4 ottobre 1889 nella capitale francese.
Di origini genovesi, farà il commerciante come il padre, ma anche il ragioniere, l’attore, il commesso viaggiatore, il regista teatrale, il disegnatore di carte tipografiche. Inizia la propria carriera con i dagherrotipi a Brest dal 1848 o 1849, citta’ natale della moglie Genevieve Francart (1817-1858), sposata nel 1843, a sua volta fotografa e socia nello studio di dagherrotipia. Sino alla sua partenza per Parigi nel 1852 e’ difficile distinguere la produzione dei due, ma nei vent’anni successivi la donna mantiene da sola lo studio producendo un nucleo notevole di foto di Brest. Disderi si trasferisce a Parigi per sfuggire ai debiti contratti assieme a Joseph Dioss, pittore di scene e allievo di Daguerre, nel produrre un diorama.
Avventuriero e parvenu dalle mille risorse, a quarant’anni si inventa fotografo e deposita il 22 novembre del 1854 il brevetto della fotografia carte de visite che lo renderà il più ricco fotografo del mondo. Realizza una macchina fotografica con quattro obiettivi (successivamente otto o dodici) impressiona contemporaneamente altrettanti ritratti di dimensioni ridotte, 5,5 cm x 8,5 circa. Sostituisce la lastra metallica con il negativo di vetro che riduce di un quinto il costo abituale. Disderi chiede 20 franchi per 12 fotografie mentre fino ad allora si pagavano dai 50 ai 100 franchi per un unico esemplare. E’ il primo formato standard dell’immagine fotografica. Il soggetto e generalmente ritratto in piedi; le foto sono incollate su un cartoncino rigido che sotto il ritratto presenta spesso il nome del fotografo, e può fornire sul retro varie informazioni aggiuntive: il suo marchio, l’indirizzo dello studio, le medaglie e i premi che ha ricevuto. Sono accessori indispensabili di una intensa competizione commerciale, necessari al riconoscimento del fotografo ma indicativi anche del suo desiderio di firmarcome artista, la sua opera. La carte de visite e, a tutti gli effetti, un oggetto seriale della società di massa.
Nel 1852 il suo studio, disposto su due piani, e’ in boulevard des Italiens n. 8, studio che gia’ nel 1860 viene ristrutturato con affreschi e stucchi, ha un’ottantina di dipendenti cosi’ da divenire la piu’ grande azienda fotografica di Parigi. Apre un altro studio e una stamperia che permette di consegnare in 48 ore migliaia di ritratti. Nel 1861 inaugura un altro studio a St. Cloud, poi estende l’attivita’ a Tolone, Madrid, Londra in Brook Streeet n. 4.
Nel 1862 pubblica L’Art de la photographie in cui dichiara i criteri estetici che si diffonderanno tra i colleghi. Nel 1866 reclamizza un archivio di 65.000 ritratti di celebrita’, le famiglie reali d’Europa sono testimonial preziosi per l’azienda. Mette in vendita per corrispondenza ritratti di celebrita’, raggruppati in serie, ad 1 franco e 20 centesimi l’una, venti franchi per 12 ritratti. Un’attivita’ economica integrativa, ma anche la dimostrazione che il soggetto rappresentato non sente come sua proprieta’ la sua immagine e non si cura del suo uso. Nel 1871 fotografa Parigi durante i combattimenti della Comune e, dopo la tragica repressione puo’ forse, grazie alla sua appartenenza all’establishment conservatore, ritrarre i comunardi caduti.
Inventa la fotografia su smalto e su seta, sperimenta l’uso della fotografia nell’industria delle stoffe stampate, delle porcellane, dei tessuti dipinti.
Nel dissipare la sua fortuna vende gran parte del suo archivio e nel 1877 vende la sua ditta compresa la sua firma. Si trasferisce a Monaco, poi a Nizza, dove diventa fotografo di spiaggia sulla Promenade des anglais. Nel 1889 ritorna a Parigi, muore sordo e cieco in un ospizio il 4 ottobre dello stesso anno.