a cura di Silvia Grion

Ugo Quarantotto (1880-1951), avvocato. Ricoprì la carica di segretario del Comitato per gli Irredenti di Bologna. Fu tra i soci fondatori del Circolo della Cultura e delle Arti di Trieste, costituitosi il 17 febbraio 1946, su iniziativa dello scrittore Giani Stuparich. Istituzione culturale in difesa dell’italianità di Trieste, risponde al bisogno di accogliere l’eredità di alcune realtà cittadine quali la Filarmonica, il Gabinetto di Minerva, il Circolo Artistico o il Circolo di Studi Sociali, soppresse dal fascismo. Un circolo dal carattere fermamente apolitico, aperto ad accogliere il contributo di tutti coloro i quali – indipendentemente dalla convinzione politica – credessero nel valore morale, sociale e umano della cultura e dell’arte e nella volontà di mantenere viva l’identità culturale di Trieste, città che aveva pagato un grosso tributo alla seconda guerra mondiale.

Il complesso fotografico è stato donato alla Fototeca dei Civici Musei di Storia ed Arte di Trieste in quattro fasi diverse, tra 1922 e il 1976.

Il fondo, la cui sistemazione e catalogazione è stata ultimata nel dicembre 2015, consta di 176 stampe fotografiche di diverso formato che raffigurano per lo più volontari giuliani che combatterono durante la prima guerra mondiale.

Il fondo costituisce una sorta di album degli irredenti: Paolo Almerigogna, Piero Almerigogna, Guido Angelini, Alberto Ascari Pertot, Alberto d’Agostino, Agostino Badessi, Beniamino Battigelli, Lodovico Benussi, Franco Cecchini, Livio Clemente, Antonio Craizer, Basilio Fasil, Fabio Filzi, Leo Franca, Bruno Gallico, Ferruccio Grego, Enrico Guastalla, Guido Horn, Mario Iacchia, Arrigo Lettich, Giorgio Liebman, Roberto Liebmann Modiano, Loris Mayer, Bruno Miani, Augusto Nordio, Cesare Nordio, Mario Nordio, Silvio Quarantotto, Giovanni Sereni, Giuseppe Sillani, Bruno Stossich, Giulio Venezian, Francesco Viezzoli, Ferruccio Walmarin, Guido Zanetti, Romeo Zeller, Ugo Zeller, Gino de Zotti, Guido de Zotti.

Di grande interesse le foto che raccontano, nel 1915, l’entusiasmo della partenza, mentre la retorica della “bella morte” trapela dalle immagini narranti i funerali di Guido Zanetti.

A latere, 13 immagini scattate dall’Ufficio fotografico artistico di Udine che descrivono la guerra sul Carso.