a cura di Silvia Grion

Il fondo fotografico è stato donato dai famigliari di Renato Iellersitz-Illesi dopo la sua scomparsa, il 3 giugno 1937. Poche sono le sue notizie biografiche. Nato a Trieste il 16 ottobre 1872, durante la prima guerra mondiale raggiunse il grado di capitano e prese parte alla prima Missione Italiana in Russia, guidata dal tenente colonnello di S.M. Achille Bassignano e composta da 21 ufficiali. La Missione Militare speciale nacque dall’esigenza di risolvere la situazione delle migliaia di ex combattenti austriaci di lingua italiana fatti prigionieri dai russi nei primi mesi del conflitto. Già alla fine dell’autunno 1914 lo zar Nicola II aveva manifestato a Vittorio Emanuele III l’intenzione di inviare in Italia i prigionieri austriaci di origine trentina, friulana, giuliana, dalmata nel caso che essa si fosse schierata a fianco dell’Intesa. Idea allora non attuabile, considerata la dichiarazione italiana di neutralità seguita allo scoppio del conflitto. Le cose cambiarono nel maggio 1915 con l’ingresso in guerra dell’Italia, alleata della Russia. Fu così che nell’estate del 1915 il governo di Roma, dopo molte esitazioni e rinnovate insistenze da Pietroburgo decise di costituire una Missione militare speciale destinata a recarsi in Russia per provvedere all’organizzazione del trasporto di un primo scaglione di prigionieri italiani, cui doveva seguire la raccolta e l’inquadramento di altri compatrioti. La prima missione speciale partì da Torino il 16 luglio 1916, giunse a Pietroburgo il 2 agosto e pochi giorni dopo era già a Mosca e a Kirsanov. Questa prima fase comportò il trasporto in Italia, via Arcangelo (porto russo sul Mar Baltico), nell’autunno del 1916, di oltre 4000 connazionali.

Il cognome Iellersitz venne cambiato in Illesi nel 1919 con decreto del Governatorato della Venezia Giulia. Nell’ottobre 1936 si trasferì con la moglie a Gorizia, ove morì il 27 gennaio 1937.

Il complesso fotografico, la cui sistemazione è stata ultimata nel maggio 2016, consta di 39 stampe positive di diverso formato.
Il materiale fotografico raffigura per lo più Renato Illesi durante la prima guerra mondiale e nell’immediato dopoguerra. Vi sono anche due ritratti da soldato del figlio Carlo e di alcuni volontari irredentisti, quali Carmelo Lucatelli ed Emo Tarabochia.