A cura di Silvia Grion

Arduino Berlam, terzo e ultimo della dinastia centenaria di architetti. Nato a Trieste il 20 luglio 1880, figlio di Ruggero Berlam e nipote di Giovanni Andrea, dopo la maturità classica studiò al Politecnico di Milano, conseguendo nel 1904 il diploma di architetto civile. Dopo una serie di viaggi in Italia, nel 1905 rientrò nella città natale divenendo collaboratore nello studio del padre, con il quale firmò alcune importanti architetture cittadine, quali la Scala dei giganti, il Tempio israelitico e il palazzo della Riunione Adriatica di Sicurtà. Allo scoppio della prima guerra mondiale Arduino Berlam partì per Zurigo e venne dichiarato disertore dal tribunale militare di Graz. Si trasferì in seguito a Bologna, ove collaborò con il Comitato per gli irredenti. Ritornato a Trieste nel 1918, fu incaricato della costruzione del Faro della Vittoria, inaugurato nel 1917. Tra gli anni Venti e Trenta si dedicò all’allestimento delle motonavi Saturnia e Vulcania e realizzò a Trieste palazzo Aedes e la sede della Banca d’Italia. Dal 1936 trasferì lo studio a Tricesimo, dove morì il 26 luglio 1946 in seguito alle conseguenze riportate nell’investimento da parte di un automezzo alleato.
Il complesso fotografico è stato donato alla Fototeca dei Civici Musei di Storia ed Arte di Trieste in undici diversi momenti tra il 1919 e il 1935.
Il fondo, la cui sistemazione e catalogazione è stata ultimata nel marzo 2016, consta di 260 stampe positive di diverso formato e raffiguranti soggetti eterogenei. Il corpo relativo alla prima guerra mondiale rappresenta poco più della metà dell’intero fondo e comprende un consistente numero di cartoline di propaganda italiana, fotogrammi relativi a luoghi e azioni della prima guerra mondiale, testimonianze dei festeggiamenti per l’annessione di Trieste all’Italia, nonché di importanti eventi nel primo dopoguerra, quali la prima visita di Vittorio Emanuele III nella Trieste ormai italiana e la traslazione della salma del Milite Ignoto.