Archivio de Rota

Archivio Adriano de Rota

Nel 1932 il giovanissimo Adriano de Rota inizia a lavorare nello studio fotografico Foto de Rota, aperto a Trieste nel 1903 dal padre Ezio. Nell’immediato dopoguerra gli subentra nella conduzione dello studio, che manterrà fino al 2002.
L’archivio conserva  i servizi fotografici effettuati dallo studio de Rota dal 1946 al 1992. Si tratta di quattrocentomila negativi con i relativi registri e rubriche, nonché un centinaio di stampe positive. Oltre ai ritratti di anonimi triestini, in questi scatti sfilano politici, atleti, personaggi dello spettacolo e del jet-set, tutti in qualche modo desiderosi di testimoniare la loro presenza a Trieste che, negli anni Cinquanta del secolo scorso, era diventata suo malgrado una vetrina internazionale.
Particolarmente interessante è la serie dedicata alla Fiera di Trieste dal 1960 al 1963 e la riproduzione del carteggio tra Marie von Thurn und Taxis-Hohenlohe e Marthe Bibesco risalente agli anni Trenta del secolo scorso, tratto dall’Archivio dei principi Torre e Tasso. Fu tra i primi fotografi della città a cimentarsi con la fotografia a colori già nel 1954. Collaborò con alcune importanti testate giornalistiche: Il Piccolo, Agenzia Italia, La Gazzetta dello Sport e Calcio illustrato.

Oltre ai 400.000 negativi, acquistati nel 2000 dalla Fondazione CRTrieste e trasferiti nel settembre 2007 presso la Fototeca dei Civici Musei di Storia ed Arte per la sua conservazione e valorizzazione, nel 2003, i Civici Musei di Storia ed Arte hanno acquistato un fondo composto da negativi su vetro e pellicola e positivi provenienti dallo studio.

Nato il 28 agosto 1917, muore il 7 giugno 2017.

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